Open space: la casa che ruota attorno al living

Lunedì, 03 Febbraio, 2025
guida immobiliare
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    L’open space è il nuovo standard nel mondo immobiliare. La rivoluzione dell’idea di abitare concepisce uno spazio aperto, in cui cucina e salone dialogano in un’unica area living. L’assenza di pareti rende questa soluzione abitativa particolarmente versatile sia per le piccole metrature che per le ampie superfici, dal momento che consente di risparmiare anche dal punto di vista energetico.
    Se sogni di vivere in un ambiente spazioso e moderno, per te il soggiorno e la cucina separati sono il marchio di fabbrica di epoche passate. Se l’idea di dover attraversare un corridoio per andare dal divano al frigorifero fa a botte con la tua pigrizia, allora l’open space è davvero la soluzione abitativa che maggiormente rispecchia il tuo stile di vita contemporaneo, dinamico (e in alcuni casi pigro!). In una casa di questo tipo potrai dare forma al tuo modo di vivere tra praticità e design con cui sbizzarrirti.

    Cosa si intende con open space?

    L’open space indica una parte della casa che unisce più funzioni solitamente separate in diversi locali. In questa zona living si mescolano armoniosamente il salotto, la sala da pranzo e la cucina. L’assenza di pareti divisorie non deve farti pensare però ad un locale piatto e anonimo, perché i settori dell’interior design e dell’arredamento si stanno sbizzarrendo nell’ideare soluzioni creative e funzionali che donano all’ambiente dinamicità e una forte personalità. La concezione di open space non intende “spazio aperto” solo fisicamente, ma anche concettualmente: per permettere alla famiglia di condividere tempo e quotidianità ma senza rinunciare all’autonomia di spazi e attività.

    Com’è fatto un open space?

    In una casa open space la zona giorno è a tutti gli effetti una zona “a giorno”, cioè aperta e ben illuminata. Questo nuovo standard abitativo inverte la gerarchia tradizionale dei locali di una casa che rende la cucina una porzione specializzata del soggiorno, il quale diventa così il vero cuore dell’abitazione. La zona notte passa così in secondo piano anche nella valorizzazione e nell’ideazione dell’appartamento. L’idea di spazio aperto non deve però farti pensare ad una sala quadrata e senz’anima. Infatti un open space è concepito e realizzato secondo una logica di movimento e funzionalità che dà vita ad un ambiente sfaccettato e dinamico. D’altronde le nuove priorità rispecchiano una nuova società che trascorre sempre più tempo in casa, tra lo smart working e la fruizione di contenuti in streaming, ad esempio.

    Quanto deve essere grande un open space?

    La dimensione minima di un open space secondo la Legge è di 17/18 metri quadrati, ma in base al regolamento edilizio del comune di residenza la superficie potrebbe cambiare. Una tale metratura che abbracci sia salotto che cucina può andare bene per una persona single, ad esempio in un monolocale. Per godere di un ambiente ancor più spazioso, dobbiamo passare a categorie immobiliari superiori. Dai bilocali in su, l’open space va dai 25 metri quadrati ai 50 metri quadrati. In una zona aperta di 40 metri quadrati è possibile pensare ad uno spazio fluido, ma ben separato tra cucina, area pranzo, zona salotto e angolo lettura.

    Come dividere gli spazi in un open space?

    Potrebbe sembrare un gioco da ragazzi, ma dividere degli spazi senza alzare delle pareti non è davvero facile. Si tratta di una sfida fatta di funzionalità e creatività con un bel tocco di fantasia. La differenza è tutta nella scelta degli arredi e dei particolari con i quali scegli di marcare le diverse zone. I mobili possono essere degli intelligenti divisori: librerie a giorno, divani o separè possono essere validi sostituti di rigide e claustrofobiche pareti. I tappeti potrebbero fungere da “segnaletica orizzontale” che delimita visivamente i confini tra la zona pranzo, la zona divani e l’angolo cucina. La stessa strategia può funzionare con l’illuminazione strategica, con la scelta dei colori per le pareti e dei rivestimenti per i pavimenti. Usare diverse fonti di luci aiuta a definire le funzioni degli spazi, creando atmosfere variegate e accoglienti in uno stesso ambiente. Invece optare per un parquet nel soggiorno e preferire piastrelle nella zona cucina dona dinamicità all’open space e definisce chiaramente le funzioni nei vari punti.

    Dove posizionare la cucina in un open space?

    Come già detto, open space non è sinonimo di grande stanza anonima. Infatti c’è una scelta dietro la disposizione delle varie funzioni. La scelta della posizione della cucina non può quindi essere fatta a caso. Una delle soluzioni più popolari è collocare la cucina in un’isola al centro dell’open space. È una scelta adatta ad una casa giovanile e di carattere che non ha timore nel porre il piano cucina come grande protagonista della casa. Se però ti senti un po’ più tradizionalista e ti piace la classica cucina lineare, la collocazione a parete resta un grande classico. Per un pizzico di movimento in più, potresti valutare una cucina ad L per avere un ulteriore piano di appoggio e un naturale elemento di separazione rispetto al resto dell’open space. Parente della cucina ad L è la cucina con penisola.

    Come nascondere la cucina in un open space?

    Partiamo dal presupposto che se non ti piace la cucina a vista, forse l’open space non è il tipo di casa che fa per te. Certo è che l’idea di segnare visivamente il passaggio dalla zona soggiorno alla zona cucina è più che legittima e anzi per alcuni aspetti intrigante e funzionale. Soprattutto in un piccolo appartamento potresti avere il desiderio di focalizzare l’attenzione sul salotto. Ante scorrevoli, porte a soffietto in vetro, legno o anche metallo ti permettono di chiudere all’occorrenza la cucina facendola sembrare un semplice armadio a muro. Ma per essere ancora più radicali, hai mai visto una cucina a scomparsa? Si tratta di cucine progettate appositamente per essere nascoste in mobili con ante. Quando è il momento di cucinare, ti basta aprire gli sportelli e la magia è fatta. Una volta finito di preparare il pasto, non ti basta che ripulire e richiudere il mobile.

    Che differenza c’è tra living e open space?

    Solitamente “living” è un termine che indica solitamente gli ambienti della zona giorno in cui trascorri il tuo tempo libero, ti rilassassi, guardi la tv e ricevi ospiti. Quindi è una parte specifica della casa dedicata alle attività quotidiane. La zona living può essere una stanza a sé, oppure fondersi con la cucina. L’open space è invece una configurazione abitativa in cui in un’unica zona si concentrano tutte le funzioni della zona giorno, inclusa la cucina.
    Possiamo dire quindi che un open space include la zona living e di conseguenza spesso i due termini vengono usati come sinonimi.

    Che differenza c’è tra open space e loft?

    Spesso avrai sentito parlare di open space descritti anche come loft. Bene, si tratta di un’erronea sovrapposizione di due termini che in realtà indicano concetti ben diversi. L’open space è un ampio spazio all’interno di una casa che abbraccia diverse funzioni tradizionalmente separate da muri in locali distinti come cucina e salotto. Il loft è invece un ampio spazio trasformato in abitazione, ma che prima era un locale commerciale o industriale. La destinazione d’uso originaria del loft comporta delle caratteristiche strutturali che lo distinguono nettamente da un open space, nato invece come abitazione. Infatti il loft raggiunge 4 o 5 metri d’altezza e presenta mattoni o impianti a vista. Insomma, lo stile industriale trova proprio nei loft la sua ispirazione primaria.

    Open space pro e contro

    Se l’open space rappresenta l’ultima frontiera dell’abitare, non mancano i tradizionalisti che non possono rinunciare alla cucina separata. Si tratta di gusti, ma anche di abitudini. Infatti, come vale per i duplex e per qualunque altra tipologia di casa, gli open space hanno pro e contro da valutare prima di procedere all’offerta. Proviamo quindi a riflettere sui vantaggi e gli svantaggi di uno spazio aperto, partendo dai primi.

    Quali sono i vantaggi di un open space?

    Un’ampia area living dà l’impressione di una casa più ampia e sicuramente versatile per uno stile di vita conviviale. Infatti abbattere pareti significa promuovere la condivisione di esperienze e momenti di socializzazione.
    Uno spazio aperto è alleato del risparmio energetico perché l’assenza di muri garantisce sia una maggiore luminosità che una maggiore diffusione del calore. Pertanto in un openspace puoi contare su una sola fonte di luce e un’unica fonte di calore.
    Disimpegni, corridoi e anticamere sono considerati oggi uno spreco di energia, luminosità, ma anche di superficie calpestabile. Soprattutto nei centri storici delle città, gli open space permettono di guadagnare sulla metratura, accrescendo la valutazione immobiliare della casa.

    Quali sono i vantaggi di un open space?

    Ma passiamo al rovescio della medaglia: quali sono i contro nel vivere in un open space. L’obiezione più comune è quella che riguarda l’assenza di divisione tra salotto e cucina. Infatti la cucina è un ambiente di lavoro dove vengono abitualmente prodotti fumi e odori forti. Il timore di molti, più che legittimo, è che senza barriere gli olezzi dei fornelli possano impregnare tappezzerie e pareti del soggiorno. La mancanza di una parete tra soggiorno e cucina può anche essere la ragione della presenza di rumori molesti provenienti dagli elettrodomestici dell’angolo cucina. Ma in realtà la contaminazione tra ambienti di odori e rumori può essere facilmente aggirata grazie ad interventi di design funzionali ed esteticamente piacevoli. Anzi, porte a scomparsa in vetro e ferro battuto sono soluzioni creative che donano un grande carattere alla casa.

    Quando scegliere un open space?

    Se ti piace l’idea di vivere in un ambiente versatile e moderno, allora l’open space fa per te. Esistono però alcuni contesti in cui questo tipo di disposizione degli spazi fa davvero al caso tuo. Se la superficie calpestabile dell’appartamento è ridotta, allora eliminare pareti e barriere visive è una strategia sia per migliorare la luminosità che per creare maggiore ariosità e accrescere l’appetibilità della casa sul mercato. Soprattutto se la casa si trova in una bella posizione panoramica, lo spazio aperto è tutto di guadagnato. Se ami uno stile moderno e minimalista allora gli open space sono il terreno ideale per dare sfogo alla tua anima contemporanea e da amante del design. Se sei già proiettato nel futuro con una casa domotica, allora l’open space è la disposizione abitativa che ti consente davvero di sbizzarrirti e sfruttare al meglio sistemi di illuminazione intelligenti e impianti diffusi per un ambiente connesso e funzionale.

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