Costi notaio acquisto prima casa

Mercoledì, 13 Novembre, 2024
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    Se hai finalmente trovato la casa dei tuoi sogni, prima di vivere la magia dovrai passare attraverso un trafila di questioni finanziarie, burocratiche e notarili. Proprio quest’ultimo punto è uno dei passaggi più misteriosi per chi non mastica ogni giorno pratiche immobiliari, ma che comporta una serie di costi extra. I costi del rogito includono parcelle e costi dell’atto notarile che in questo articolo vogliamo aiutarti a comprendere meglio.

    A cosa serve il notaio per la casa?

    Il notaio è una figura professionale prevista dall’art. 2699 del Codice Civile, fondamentale nella pratica di compravendita di un immobile. La Legge considera questo professionista a tutti gli effetti un pubblico ufficiale, tenuto a redigere il documento di acquisto di una casa secondo specifiche formalità. Le carte prodotte da un notaio hanno valenza di atto pubblico.

    Il notaio ha la funzione di effettuare le opportune verifiche, per garantire la legalità e la totale sicurezza dell’operazione di compravendita. Nel caso in cui tu fossi già alle prese con l’acquisto di una casa, il professionista a cui ti rivolgerai si occuperà di verificare eventuali abusi edilizi o anomalie nel contratto per scongiurare il rischio che tu vada incontro a sanzioni perdite finanziarie in futuro. Inoltre il notaio è parte attiva nella stesura del contratto preliminare d’acquisto. I documenti sono in regola con il catasto e con le certificazioni urbanistiche? L’immobile è libero da ipoteche? È importante che tu sappia tutte queste cose prima di prendere possesso di una casa.

    Che cos'è il rogito di una casa?

    Il rogito di una casa è l’atto pubblico stilato dal notaio che registra ufficialmente il passaggio di proprietà di un immobile. Il documento costituisce una prova di legge a tutti gli effetti. Il rogito notarile rappresenta la fase ultima della compravendita e di tutte le ispezioni sull’immobile oggetto dell’acquisto. L’effettuazione del rogito sancisce ufficialmente l’assenza di ipoteche o altre pendenze sulla casa, assicura che l’immobile rispetta le normative edilizie e catastali in vigore e che il pagamento delle spese condominiali sia in regola. La formula tradizionale che permette al notaio di procedere alla stesura del documento relativo all’immobile è “libero al rogito”.

    Come funziona il rogito di una casa?

    La procedura può essere gestita esclusivamente da un notaio. Dopo una prima fase di indagine da parte del notaio che accerti che l’immobile da acquistare sia in regola a livello edilizio, catastale e finanziario, questo pubblico ufficiale può procedere alla redazione del documento.

    All’interno del rogito si trovano:

    • i dati dell’immobile;
    • il valore di compravendita;
    • le indicazioni analitiche in merito alle modalità di pagamento;
    • le spese sostenute dal notaio per l'istruttoria della pratica;
    • la citazione circa l’eventuale ricordo delle parti ad attività di mediazione con tutti i riferimenti del titolare.

    In fase di stipula, il notaio legge ad alta voce il contenuto del contratto di compravendita di fronte a tutte le parti coinvolte che ovviamente devono certificare la propria identità con un documento. Dopo aver accertato anche la presenza della documentazione da allegare al documento, il notaio sigla la validità dell’atto.

    Il giorno del rogito, il notaio rilascia un certificato di avvenuta stipula da trasmettere all'amministratore di condominio per certificare l’avvenuto passaggio di proprietà e trasferire le relative competenze entro 30 giorni dalla trascrizione.

    In seguito alla stipula del rogito, il notaio ufficializza il passaggio di proprietà nei registri immobiliari. Sarà il professionista a depositare anche una copia del documento presso la Conservatoria dei registri immobiliari entro 28 giorni dalla firma dell’atto. Queste carte per legge hanno tutta l’evidenza di prove.

    Quanto ci vuole per stipulare un rogito?

    Di solito, il tempo che intercorre tra la firma del compromesso e la stipula del rogito è di due mesi. Generalmente il notaio chiede un acconto già in fase di compromesso. Una volta sottoscritta la compravendita, il notaio registra l’atto presso l’Agenzia delle Entrate entro trenta giorni. Contestualmente, questo professionista trascrive l'atto nei Registri Immobiliari Competenti. Appena fatto il rogito, il nuovo proprietario ha diritto alle chiavi di casa. Se il venditore ha bisogno di qualche giorno per lasciare l’immobile, viene fissata una data con penale a carico del venditore in caso non venga rispettata.

    Che valore ha un atto notarile?

    Il notaio è a tutti gli effetti un pubblico ufficiale, anche se opera come libero professionista. L’atto notarile ha un valore legale e giuridico pienamente riconosciuto.

    Redigendo l’atto, il notaio attribuisce pubblica fede alla volontà delle due parti; in altri termini garantisce la certezza di quanto pattuito dai contraenti. Ciò significa che, in caso di tendenzioso, l’atto notarile ha valenza probatoria.

    Hai mai pensato ad un notaio in questi termini? Probabilmente no, perché spesso conosciamo poco la grande importanza che si nasconde dietro le pratiche notarili e soprattutto non consideriamo il notaio un pubblico ufficiale a pieno titolo.

    Chi sceglie il notaio quando si compra casa?

    Solitamente è l’acquirente, ed eventuale mutuatario, a scegliere il notaio per redigere l’atto. Infatti è questa la parte che deve pagare la pratica e che ha bisogno di maggior tutela nella compravendita. Quindi ti consigliamo di consultare diversi notai prima di scegliere il professionista che deve accompagnarti in questo percorso.

    Cosa chiedere a un notaio prima del rogito?

    Ora che sai quanto sia importante l’atto notarile per la tua tutela, assicurati che tutto segua l’iter migliore per te. Noi ti consigliamo di concordare un colloquio con il notaio prima del giorno della stipula innanzitutto per conoscere i documenti che serviranno per la redazione del documento. In questa occasione puoi chiedere tutte le informazioni e le rassicurazioni del caso per toglierti ogni dubbio e soprattutto per capire quale tipologia di contratto sia il più calzante per le parti coinvolte.

    Facciamo un esempio per capire meglio. Poniamo il caso che tu abbia la possibilità di versare il compenso in denaro o di corrispondere il valore sotto forma di un altro immobile. In questo caso il tipo di contratto più in linea con le tue, le vostre esigenze non è un contratto di compravendita, ma di permuta.

    Un’altra questione da affrontare preventivamente è la titolarità del bene acquistato. Il regime patrimoniale influisce infatti sull’aspetto fiscale della pratica. Ecco perché prima del rogito dovresti chiedere al notaio cosa comporta acquistare in comunione o in separazione dei beni.

    Incontrare il notaio prima della stipula è importante anche per avere un quadro completo dei costi dell’atto notarile, a sua volta composto di parcella notarile e spese fiscali. Soprattutto se è la tua prima volta, dovresti avere consapevolezza delle spese notarili acquisto prima casa, come l’imposta sulla prima casa, e le possibili agevolazioni.

    Cosa deve verificare il notaio prima del rogito?

    Il notaio e i suoi collaboratori devono procedere all’analisi della documentazione fornita e all’istruttoria della pratica di compravendita prima della stipula. Innanzitutto, prima del rogito il notaio deve effettuare controlli antiriciclaggio, procedere alle ricerche e alle verifiche catastali e immobiliari per conoscere lo storico dei passaggi di proprietà e garantire l’assenza di pregiudizievoli. Per questo scopo è fondamentale anche lo studio degli atti di provenienza. Successivamente il notaio deve controllare i titoli edilizi e confermare le conformità edilizio/urbanistica dell’immobile, incluso il certificato della destinazione urbanistica. Se necessario attestare conformità catastali, il notaio chiede la collaborazione di un tecnico per svolgere i sopralluoghi. Verificata la correttezza dell’APE e lo studio degli aspetti fiscali, il notaio può procedere alla redazione dell’atto di compravendita e, in caso, l’atto di mutuo.

    Che documenti ci vogliono per fare un atto notarile

    I documenti necessari per andare a rogito sono diversi. Se la tua direzione è quella del passaggio di proprietà, ti consigliamo di cominciare già a raccogliere le carte che ti chiederà il notaio per stilare l’atto del rogito e quelli da presentare in occasione della stipula dell’accordo.

    Il rogito, per avere valore legale, deve indicare chiaramente delle informazioni come i dati personali delle parti coinvolte, il valore monetario della vendita o dell'acquisizione dell’immobile, i dati catastali e, se presenti, i dati dell’agenzia immobiliare responsabile della mediazione. Il documento deve riportare informazioni sulla modalità di acquisizione dell’immobile (compravendita, successione, donazione, decreto di trasferimento o asta) e devono essere esplicitati eventuali pegni o ipoteche pendenti sulla casa.

    Per la redazione del rogito possono servire inoltre diversi documenti, a seconda delle circostanze della compravendita. Solitamente devono sempre essere forniti: copia del preliminare con estremi di registrazione, ricevute dei pagamenti (F24) per la registrazione del preliminare, documenti d’identità e codice fiscale delle parti, visure catastali ufficiali, planimetria catastale, eventuali pratiche edilizie, certificato di prestazione energetica (APE) rilasciato da un tecnico abilitato, atto di provenienza, eventuale atto di mutuo, liberatoria e prospetto delle spese condominiali, documentazione dell’agenzia immobiliare, visura camerale, assegni e relative copie per le provvigioni e la caparra. In caso di parti sposate serve il certificato di matrimonio.

    Che tasse si pagano al rogito?

    Al momento dell’atto l’acquirente paga il saldo stabilito precedentemente tra le parti. Inoltre in questa occasione salda i costi del rogito cioè la tariffa del notaio più Iva, le imposte di registro, ipotecaria e catastale.

    Cosa fa il notaio per il mutuo?

    Contestualmente alla lettura del rogito e alla sigla dell’atto, il notaio sottoscrive un ordine di bonifico se l’acquirente ha richiesto un mutuo per pagare l’immobile. L’ordine di bonifico è un accordo a scopo cautelativo, in base al quale colui che acquista si impegna a versare quanto stabilito solo se la banca garantisce il mutuo. Se l’acquisto prevede la richiesta di un mutuo ipotecario, inoltre, il notaio appone l’ipoteca sull’immobile in sede di rogito.

    Cosa rilascia il notaio dopo il mutuo?

    Subito dopo il rogito il notaio rilascia una certificazione dell’atto notarile, in attesa della copia autentica dell’atto (l’originale resta nel suo archivio e poi nell’archivio notarile poiché ha valenza di atto pubblico). La copia autentica contiene il sigillo del notaio e il riferimento agli adempimenti che lo aspettano in seguito alla stipula dell’atto. La copia non viene rilasciata immediatamente, ma solo dopo alcuni giorni. Nei casi in cui serva una documentazione dell’atto a fini giudiziari, viene richiesta la copia esecutiva dell’atto. Se il notaio ha stipulato la tua richiesta di mutuo, invierà una copia esecutiva alla banca che ti ha concesso il prestito. Questa procedura viene effettuata nel caso in cui il mutuatario non paghi più le rate e la banca dovesse mettere in moto la procedura per l’espropriazione forzata dell’immobile. Il notaio può rilasciare solamente una sola copia esecutiva.

    Che differenza c'è tra rogito e atto notarile?

    In realtà si tratta della stessa cosa. Il rogito è il documento ufficiale con cui il notaio certifica il passaggio di proprietà di un immobile. La procedura per realizzare un rogito si articola in diversi passaggi: dalla ricerca alla stesura del documento, fino alla presentazione della documentazione, alla lettura, alla sottoscrizione dell’atto e al pagamento di tasse e onorario.

    Che differenza c'è tra rogito e atto di vendita?

    Il rogito è l’atto di vendita: cioè il documento ufficiale e finale che sancisce il passaggio di proprietà dal venditore all’acquirente. È il documento redatto dal notaio e sottoscritto in presenza di tutte le parti.

    Chi paga il notaio in caso di compravendita?

    Secondo la legge vigente, le spese notarili rogito sono a carico dell’acquirente salvo accordi diversi pattuiti tra le parti. Oltre alle imposte e alle tasse che il pubblico ufficiale riscuote per conto dello Stato, anche la parcella per il notaio deve essere versata dalla persona che acquista la casa. I pagamenti vanno saldati contestualmente alla sottoscrizione dell’atto. Anche per questa ragione deve essere l’acquirente a scegliere il professionista a cui affidare la pratica del rogito.

    Come si deve pagare un notaio?

    Secondo la legge il notaio deve essere pagato anticipatamente al rogito o contestualmente alla stipula dell’atto. La parcella professionale e gli oneri fiscali da versare a questo sostituto d’imposta possono essere versati in contanti se il limite non supera il valore minimo di liquidità per le transazioni secondo la legge. Puoi pagare il notaio tramite assegno bancario, ma presta attenzione che l’assegno abbia la clausola “non trasferibile". L’assegno circolare in alternativa ti offre più garanzie.

    Che spese ci sono per la prima casa?

    Se sei alle prese con l'acquisto della tua prima casa, probabilmente sei ancora all’oscuro delle pratiche e delle spese di notaio. Possiamo sintetizzare i costi in tre voci principali: imposte (imposta di registro pari al 2% se prima casa , quella catastale di 50 euro e quella ipotecaria), rimborso spese (delle tasse e imposte che il notaio anticipa come sostituto d’imposta) e onorario.

    Che cos'è l'onorario del notaio?

    L’onorario del notaio è il compenso destinato a questo pubblico ufficiale per le prestazioni professionali legate alla realizzazione del rogito.

    Alla parcella diretta devi aggiungere le tasse destinate a:

    • Cassa Nazionale del Notariato (30%);
    • per il Consiglio Nazionale del Notariato (4%);
    • il Fondo Danni da Reati (10%);
    • spese generali (15%).

    Al tutto va aggiunta l’Iva al 22%. Le altre attività di consulenza non legate strettamente al rogito, il professionista ha diritto ad un ulteriore compenso che però può concordare con te. In alternativa dovrebbe fare riferimento ai criteri stabiliti dal Consiglio Notarile.

    Come si calcolano spese notarili?

    Non esiste un tariffario notarile univoco, quindi il consiglio è di chiedere più preventivi prima di scegliere il professionista al quale affidarti.

    I costi variano in base al valore di mercato dell’immobile, alla zona e alla complessità della pratica. Inoltre, i costi notarili per mutuo aumentano l’importo da versare. L’onorario del notaio parte da circa 1.500 euro per immobili di valore inferiore a 100.000 euro, ma può aumentare per immobili di valore superiore o per atti più complessi. L'onorario comprende i versamenti che il notaio deve agli uffici competenti (Consiglio Nazionale del Notariato, Cassa Nazionale del Notariato, Consiglio Notarile Distrettuale di appartenenza, contributi dovuti per il fondo di garanzia e costo fisso per la repertoriazione dell’atto).

    Dal momento che i contributi sono a carico del notaio, l’onorario aumenta con il valore dell’atto poiché i rogiti dal valore più alto riducono la marginalità di guadagno del professionista. Comunque sono le spese fiscali a pesare maggiormente sui costi del rogito. L’imposta di registro, richiesta dall’Agenzia delle Entrate, varia a seconda del tipo di atto. La cifra di partenza sono 200 euro, ma può essere una percentuale proporzionale del 2% se prima casa, del 9% se seconda casa.

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